di Extra Arts & Culture | 8, Lug 2026 | 2026, Chioma Ukwu, extra factory, Mostra

24 luglio – 2 agosto 2026
Inaugurazione venerdì 24 luglio, ore 18.30
Ci sono paesaggi che riproducono fedelmente la realtà ed altri, immaginati, che appartengono ad un mondo fantastico. Le opere di Chioma Ukwu abitano questo secondo luogo. Non raccontano una montagna, un fiume o una cascata, ma ciò che accade nel momento in cui qualcosa, dentro di noi, cambia forma. L’epifania non è l’apparizione di una luce lontana: è l’istante in cui ci accorgiamo che quel bagliore era già lì, silenzioso, in attesa di essere riconosciuto.
Ogni tela di Chioma, nasce da una materia che sembra conoscere il tempo della roccia, dell’acqua e delle nuvole. La pittura si stratifica, si dissolve, riaffiora. Nelle trame dei quadri ritornano le risonanze della sua terra d’origine, che si fanno sentire nella forza ancestrale della materia e in una profonda spiritualità; qui l’oro e i pigmenti terrosi non sono semplici colori, ma legami viscerali con le proprie radici. Oro, terra, azzurro, vapori e velature danno forma a luoghi sospesi tra identità ed immaginazione, dove il paesaggio diventa un linguaggio capace di esprimere senza bisogno di parlare.
In un’epoca in cui tutto chiede di essere spiegato, Chioma Ukwu sceglie invece di suggerire. Lascia spazio al dubbio, all’ascolto, alla contemplazione. La sua è una pittura che solleva domande più che cercare risposte. È forse questo il significato più vero di Epiphany: non una rivelazione spettacolare, ma il lento emergere di una consapevolezza. Come quando, dopo una lunga notte, non è il sole a sorprenderci, ma il nostro sguardo che finalmente impara a vedere.
Nel contesto di Effetto Venezia, dedicato quest’anno alle nuove generazioni e al dialogo intergenerazionale, questa mostra è un invito. Un invito a ritrovare la capacità di meravigliarsi, a riconoscere la luce non come qualcosa da inseguire, ma come una possibilità già presente dentro ciascuno di noi. Perché ogni futuro comincia sempre da una visione.
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00, escluso il martedì – INGRESSO LIBERO
di Extra Arts & Culture | 19, Giu 2026 | 2026, extra factory, Mostra

CONDOMINIO
coesistenze, vicinanze, visioni
Una collettiva degli allievi di Angelo Foschini – La Fucina ::: Corsi d’Arte
Come in un grande condominio pittorico, la mostra propone 25 dipinti, uno per ciascun allievo dei corsi di disegno e pittura per adulti che si sono svolti nel 2025/26 alla Fucina ::: Corsi d’Arte.
La galleria Extra Factory ha deciso di ospitare nei propri spazi questo esplosivo e multiforme collettivo di emergenti, per far luce su alcune nuove ricerche che stanno prendendo forma tra i cavalletti del laboratorio.
Alcuni dei partecipanti frequentano i corsi da molti anni, alcuni solo da qualche tempo, ma ciascuno a suo modo è impegnato in una personale interpretazione della materia Pittura.
I «condòmini» presenti in mostra sono:
Sandra BACHERINI
Sergio BARGAGLIOTTI
Francesca BASSI
Paola BENEDETTI
Federica BENIFEI
Gianlorenzo BERNINI
Lidia CALVANO
Nicla CARDOSI
Elena CECCHI
Virginia CUCONATO
Alessandro DOMENICI
Margherita DOMENICI
Elena GRATTON
Stefania MARTINELLI
Nicola MAZZINGHI
Prunella MESCHINI
Arianna MONTAUTI
Sandra PASQUINELLI
Carmen ROSABIANCA
Iolanda SCOTTO DI MINICO
Franca SOCCO
Monica URBANI
Barbara VISCIANO
Marilisa VOLPI
Elena ZAMBINI
Il titolo sottolinea il concetto di condivisione degli spazi, siano essi quelli del dipingere insieme o quelli dell’esporre, in cui ognuno si ritaglia dei millesimi di tela e di parete che diventano finestra espressiva. Come per un edificio abitato, saranno le consonanze, le dissonanze e la varietà degli stili che renderanno unico il passaggio dei visitatori (graditi ospiti) e degli autori (buoni vicini).
Nel caso specifico di questo grande CONDOMINIO lo spazio potrebbe risultare iperpartecipato, caotico, eterogeneo, un po’ come il quartiere in cui ha sede la galleria, ma proprio per questo motivo vivo e pronto all’interazione con tutti. Anche perché ciascun dipinto può essere definito casa per l’autore, “appartamento” come tessuto delle idee che lo strutturano, lo arredano e lo definiscono, luogo contemporaneo chiuso ma aperto perché inserito in un contesto architettonico più vasto.
L’invito a visitarlo è un’occasione di conoscenza, di sosta, di comunicazione pubblica e intima allo stesso tempo.
L’ingresso al CONDOMINIO è libero e aperto a tutti, e questa speciale assemblea prevede tre giorni di animata partecipazione.
Il vostro, per l’occasione, amministratore
Angelo Foschini
Inaugurazione venerdì 26 giugno, ore 18
26 / 27 / 28 giugno 2026
orario 18.00–22.00
di Extra Arts & Culture | 28, Mag 2026 | 2026, extra factory, Mostra

30 maggio – 13 giugno 2026
Nuovo appuntamento con la pittura negli spazi di EXTRA Factory a Livorno: sabato 30 maggio 2026 alle ore 18.30 inaugura la mostra personale di Emilio Brizzi «Pittura di periferia».
La mostra raccoglie una selezione di opere recenti nelle quali l’artista costruisce un racconto visivo profondamente legato alla dimensione urbana, ai margini della città e alla vita quotidiana delle periferie contemporanee. Bar d’angolo, fabbriche dismesse, binari merci, case sopravvissute ai bombardamenti, canali coperti d’asfalto e atmosfere portuali diventano materia pittorica e memoria collettiva.
Nato a Parma da madre olandese e padre emiliano, Emilio Brizzi attraversa nel proprio percorso biografico geografie e appartenenze differenti: l’Emilia, la cultura nord europea, Amsterdam — dove ha vissuto per circa trent’anni — fino all’approdo a Livorno, città nella quale riconosce una sintesi naturale delle proprie contraddizioni e sensibilità.
Proprio Livorno, con le sue luci mutevoli, il porto industriale, i quartieri popolari e quella particolare umanità fra ironia e disincanto, a diventare il paesaggio emotivo della sua pittura.
«Per poco non nacqui a Piandelfumo, una frazione di Tizzano nell’alta Val Parma dove mia madre, immigrata olandese, era sfollata in una casettina di pietra per sfuggire all’afa della pianura, nell’agosto del millenovecentosessantadue. Sotto a un enorme luna piena scese in taxi nella notte fra il quattordici e il quindici, per mettermi al mondo agli Ospedali Riuniti del capoluogo alle sette del mattino, sotto al segno del Leone nell’anno della Tigre, Ferragosto e Assunzione della Santa Vergine. Il modesto gene della pittura mi venne dal babbo, bolognese, figlio di monte e di pianura essendo i suoi per parte di madre di San Giovanni in Persiceto, e di Granaglione per il lato del nonno, con remote radici pistoiesi. Forse per questo provai sempre un forte tropismo verso la Toscana che, combinato alla parte mia materna, batava, e ad una breve permanenza di trent’anni ad Amsterdam, dovette condurmi fatalmente ad abitare a Livorno: luogo che ne rappresenta con ambivalenza varie componenti fondamentali. Per quanto non indispensabile concausa, l’aver perso tutto mi accomuna a molti avventori del mio bar dell’angolo, a Torretta, dove partecipo all’etilismo e alle vite degli altri, come consueto – a chi se ne voglia interessare – in un posto in cui i propri fatti vengono raccontati volentieri a chiunque, senza coscienza o rispetto per discrezione alcuna o pudore di sorta. Condivisione aperta e senza malizia, che conduce sempre a concludersi con la frase: “de’… ma un si beve?”. La scena si svolge all’incrocio di una strada e di un canale coperto di asfalto, con un alternarsi di terreni abbandonati, fabbriche morte, di binari merci per il porto industriale, di case sopravvissute ai bombardamenti e di quelle casermone che si fecero al posto delle macerie. Dal lato del tramonto passano le navi enormi, lentamente inarrestabili con folate di fumi neri, oli pesanti e sottili polveri maligne. La luce meravigliosa alterna momenti in cui tutto sembra affrescato ad altri in tinte oleose. Finito il tempo delle piogge il cielo si azzurra solido per mesi e mesi di caldo e poi, nelle mezze stagioni, ogni giorno tramonti mozzafiato. A volte libeccio, altre soffia di terra.
Il colore locale si distingue in quello odierno e quello eterno. Poi quello pittorico che li racconta, soggettivo, alternato, chissà come: somma di tantissime minime scelte, certo mai arbitrarie, forse dettate dal caso galeotto, pur sempre nate da uno sguardo».
Le opere di Brizzi si muovono così tra osservazione diretta e dimensione narrativa con una pittura intensa, atmosferica e profondamente umana, capace di trasformare scorci marginali e vite comuni in immagini di luce, memoria e realtà.
La mostra sarà visitabile fino al 13 giugno 2026 tutti i giorni con orario 10.00–12.00 | 18.00–20.00, escluso domenica mattina e martedì.
Ingresso libero.
di Extra Arts & Culture | 19, Apr 2026 | 2026, extra factory

9–23 maggio 2026
La Mostra
L’Arte non è un atto solitario, ma un dialogo che attraversa i secoli. La mostra «Echi e origine» invita il visitatore a immergersi nella vita di un pittore figurativo contemporaneo.
Parte I – Il dialogo (le copie d’autore).
«Ogni pennellata è una lezione. Nel ricreare la carne luminosa della psiche di Lord Leighton, il drammatico chiaroscuro della tradizione della scuola di Rembrandt e la maestria cromatica veneziana di Tiziano, non sto semplicemente copiando; sto compiendo un apprendistato».
Parte II – La voce (opere originali).
«Le opere figurative originali di questa collezione sono il punto di incontro tra passato e presente utilizzando il ‘DNA’ tecnico ereditato dai grandi maestri, questi lavori esplorano composizione, identità moderna, il gioco della luce, la forma umana e ritratti. Queste opere sono il mio contributo alla storia continua dell’arte figurativa, la prova che le ‘antiche vie’ non sono reperti storici, ma strumenti vivi e pulsanti per catturare lo spirito umano del nostro tempo».
Biografia
Nato nel 1954, a Breda, Paesi Bassi, Larry ha sempre coltivato la passione per il disegno e la pittura. Il percorso della vita, tuttavia, lo ha portato inizialmente altrove; dopo aver conseguito un Master in Giurisprudenza e in Business Administration, ha intrapreso una carriera di successo come uomo d’affari in giro per il mondo e successivamente come chef di cucina. Nel 2019 ha scelto di dare ascolto alla sua vocazione più profonda, trasferendosi a Firenze per dedicarsi interamente agli studi artistici presso accademie fiorentine. Oggi vive e lavora al Calambrone, a due passi dal mare, dove prosegue il suo percorso creativo.
di Extra Arts & Culture | 9, Apr 2026 | 2026, extra factory, Mostra

11-18 aprile 2026
Una mostra che già nel titolo dichiara la sua natura: eclettica.
Il percorso artistico di Antonella Lucchini si muove infatti tra linguaggi diversi, senza gerarchie né confini, dando al pubblico una visione ampia della sua ricerca.
In esposizione convivono grafica, pittura figurativa, informale e ceramica, in un dialogo continuo tra tecnica e sensibilità. Ogni opera rappresenta una tappa di un cammino consapevole, nato da un’urgenza espressiva maturata nel tempo e alimentata da studio, esperienza e sperimentazione.
La figura umana, il paesaggio e la memoria diventano territori da attraversare con segni e materiali differenti: dalla precisione dell’incisione alla libertà del gesto pittorico, fino alla tridimensionalità della ceramica. Ne emerge un racconto stratificato, dove il fare artistico è anche emozione, ricerca e trasformazione.
“Eclettica” non è solo una mostra, ma un invito a cogliere la ricchezza di sensazioni che cambiano forma, restando sempre fedeli al momento stesso.
Inaugurazione Sabato 11 aprile, ore 17.30
Orari dall’11 al 18 aprile 10.00–12.00 | 17.30–19.30
(escluso domenica mattina e martedì)
Ingresso libero.
di Extra Arts & Culture | 24, Mar 2026 | 2026, extra factory, Mostra

21 marzo – 4 aprile 2026
Extra è lieta di ospitare la mostra personale di Biagio Chiesi, pittore che da anni porta avanti una ricerca profondamente legata alla pratica del dipingere dal vero.
Il paesaggio, nei suoi lavori, non è un semplice soggetto ma il luogo dove lo sguardo incontra la luce e il tempo di un momento. Molte delle opere in mostra nascono infatti all’aperto: davanti al mare, lungo le strade bianche della campagna toscana, tra i canali e le pianure della costa, oppure nelle piazze e nei quartieri di Livorno.
Dipingere dal vero significa uscire, osservare, aspettare che la luce cambi. Significa accettare che il vento sposti i colori, che una nuvola trasformi l’atmosfera, che il momento giusto duri solo pochi minuti. In questo dialogo continuo con la realtà, il “vero” diventa il miglior maestro del pittore.
La mostra raccoglie opere realizzate nel corso degli anni e racconta, attraverso stagioni diverse e luoghi familiari, un percorso fatto di osservazione e di memoria. Nei quadri di Chiesi scorrono i paesaggi della costa livornese, le campagne attraversate da strade e filari di alberi, i campi in fiore, i boschi autunnali e il mare che cambia volto con la luce del giorno.
Ogni dipinto conserva anche qualcosa che va oltre l’immagine: il ricordo del momento in cui è stato dipinto. Dietro queste tele ci sono giornate trascorse all’aperto, attese davanti al paesaggio, piccoli aneddoti ed incontri che accompagnano il gesto della pittura.
È una pittura che non cerca effetti spettacolari, ma che nasce da un rapporto diretto e sincero con il mondo visibile.
Appuntamento con l’inaugurazione sabato 21 marzo alle ore 17.30 negli spazi di Extra Factory (piazza della Repubblica, Livorno) con la presentazione di Umberto Falchini.
La mostra sarà visitabile fino a sabato 4 aprile.
Orari 10-12 e 17.30-19.30 (domenica mattina e martedì chiusa)