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PLAYLIFE… giochiamo insieme? Mostra fotografica di Simona Viscioni

17 – 31 ottobre 2026

PLAYLIFE… giochiamo insieme?
Mostra fotografica di Simona Viscioni
A cura di Marco Aime
Dal 17 al 31 ottobre, gli spazi di Extra Factory ospitano «PLAYLIFE… giochiamo insieme?», il progetto fotografico di Simona Viscioni. Al centro della ricerca c’è l’adolescenza contemporanea, colta nel punto di contatto tra la pervasività dei dispositivi digitali e il bisogno viscerale di contatto, presenza e relazione.
Le immagini di Viscioni non giudicano la tecnologia, ma rimettono al centro il corpo e l’incontro fisico. Attraverso il linguaggio del gioco — inteso come gesto spontaneo e spazio di scoperta — la fotografia si fa strumento per misurare la distanza tra l’isolamento individuale e il piacere di stare insieme.
Nata nelle Marche, con uno sfondo nella scena creativa londinese e una maturazione professionale a Milano, Simona Viscioni sviluppa una fotografia intima, attenta ai tessuti sociali e alle fragilità del presente. Con questo progetto, l’autrice rivolge al pubblico un interrogativo essenziale: quanto spazio rimane oggi per la condivisione reale?
INFO E ORARI
Inaugurazione: Sabato 17 ottobre, ore 17:30 (alla presenza dell’artista)
Extra Factory – Piazza della Repubblica (ang. Pina d’Oro)
Orari: 10:00–12:00 e 17:30–19:30. Martedì chiusa; domenica aperta solo nel pomeriggio (17:30–19:30).
Promossa da: Tessere Fine Art e Associazione Culturale Alisea
Ingresso libero

Paolo Paoletti: «Ritorni dal vero»

26 settembre – 10 ottobre 2026

Ci sono artisti per i quali il confronto con la realtà non è una scelta di stile né un’adesione formale a una scuola, ma una necessità che dura tutta la vita. Paolo Paoletti appartiene a questa rara famiglia di pittori.

Ritorni dal vero raccoglie a Extra Factory una selezione di opere realizzate lungo cinquant’anni di attività, focalizzandosi in particolare sul periodo tra gli anni Ottanta e Duemila, affiancato da lavori più recenti. Più che una retrospettiva, la mostra è il racconto di uno sguardo coerente che ha saputo evolversi nel tempo senza mai perdere la propria bussola.

Nato a Livorno nel 1948, Paoletti si forma alla Scuola d’Arte Trossi-Uberti sotto la guida di Voltolino Fontani, per poi proseguire all’Istituto Passaglia di Lucca. Dipinge dal vero fin da giovanissimo e, dalle prime personali negli anni Settanta a oggi, il suo colloquio con la natura non si è mai interrotto.

Paesaggi, marine, barche, canali, scorci d’interni e fiori: la sua pittura nasce dall’osservazione diretta ma rifiuta la pura descrizione. Il dato reale viene essenzializzato, spogliato del superfluo e ricondotto a rari e misurati rapporti di luce, colore e spazio. È un naturalismo in cui l’esperienza visiva si fa atmosfera e la realtà sfuma gradualmente nella memoria.

Come notava già la critica agli esordi — con Bonetti che ne sottolineava il rifiuto delle mode per restare fedele alle cose semplici, e Andrea Revi che ne lodava la padronanza del disegno e dell’impasto — Paoletti affonda le radici nella grande tradizione livornese e post-macchiaiola, senza però restarne prigioniero. Quella tradizione è per lui un punto di partenza: il mestiere, il tempo della pittura, il coraggio di stare fisicamente davanti al soggetto.

Carolina Martini lo ha descritto spesso al lavoro sul mare, solo di fronte all’orizzonte e alla tela: il paesaggio che ne emerge non è una fotografia, ma una realtà resa più intima e rarefatta. Nelle sue tele la figura umana appare di rado, eppure la sua presenza si avverte ovunque: nelle barche, nei moli, nelle case. Luoghi abitati, sospesi, percorsi da una quieta malinconia dove il tempo sembra rallentare.

Ritornare “dal vero” non significa guardarsi indietro. Significa mettersi di nuovo di fronte alle cose, all’orizzonte, al mondo. Ritorni dal vero  testimonianza: un ritorno ai luoghi di sempre, guidato ogni volta da uno sguardo diverso.

Inaugurazione sabato 26 settembre, ore 17.30 – Orari: 10.00–12.00 / 17.30–19.30 (chiusa la domenica mattina e il martedì)

CHI TENE O’MARE di Francesco Ninja Spanò

5-12 settembre 2026
La pittura di Francesco Spanò Ninjart porta con sé l’energia, la velocità e la misura della strada. Attivo nel graffitismo dalla fine degli anni Novanta, Spanò ha sviluppato negli anni un linguaggio in cui la cultura urbana dialoga costantemente con la dimensione della tela e la pittura di ricerca.
Writer, muralista e performer, la sua firma è la contaminazione: il segno grafico convive con campiture di colore puro, la figurazione sfocia nell’espressività d’impatto. Già agli esordi della sua carriera, il critico Ilario Luperini evidenziava come nel suo lavoro convergessero mondi solo apparentemente lontani: visioni oniriche, tratti espressionisti, echi del tachisme, fino a citazioni pop e iperrealiste. Un eclettismo guidato da un’attitudine libera e fortemente legata alla musica, in particolare al jazz e all’hip hop, che scandisce il suo processo creativo.
In oltre trent’anni di attività, tra grandi muri ed esperienze in studio, la ricerca di Ninjart ha attraversato volti, simboli e tematiche sociali sempre più marcate. Fondamentale è il suo legame con Livorno: non semplice fondale, ma vera e propria palestra di sperimentazione. Molti dei suoi interventi sono ormai parte del paesaggio urbano e della memoria collettiva del territorio: da Amore Incluso al Parco Lenci alla celebrazione della Libertas Livorno, dal murale dedicato a Nelson Mandela a Collesalvetti ai ritratti di Louis Armstrong e Miles Davis a Vicarello, fino a Per amore vostro al Moletto di Antignano.
La mostra ad Extra Factory nasce dall’incontro avvenuto nel 2025 durante la quarta edizione di Montmartre – Garibaldi solo andata, occasione in cui l’artista si è aggiudicato il Premio Extra Factory con un’opera realizzata in estemporanea.
CHI TENE O’MARE (la storia infinita) raccoglie una selezione di opere che tracciano la sintesi di questo percorso e geniali novità sorprendenti. Un itinerario denso tra memoria, identità e ritmo, che permette di osservare da vicino la costante evoluzione tecnica e concettuale di Francesco Spanò Ninjart.
INFORMAZIONI MOSTRA
Extra Factory, Piazza della Repubblica,
via della Pina d’Oro 2, Livorno
Inaugurazione: Sabato 5 settembre 2026, ore 18.00
Apertura: Dal 5 al 12 settembre 2026
Orari: Tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00 (chiusa il martedì)
Per appuntamenti fuori orario: info@extrafactory.it

Ti tengu caru, mostra fotografica di Elise Pinelli

 

24-31 agosto 2026

Testo critico di Loredana Barillaro

“Ti tengu caru” è il progetto fotografico di Elise Pinelli, il cui titolo, nella lingua corsa, significa “ti voglio bene”. Un progetto che, con immediatezza, permette di entrare in un mondo fatto di intimità, di gesti affettuosi, di sguardi che prendono sostanza. Ti voglio bene in fondo è una frase semplice, chiara, universalmente usata per dirsi quanto si tiene gli uni agli altri, quanto si è importanti, una frase che emotivamente placa gli animi e i toni in una realtà, quella descritta, in cui anche i segni e i simboli all’apparenza estranei, o di contorno, concorrono alla creazione di una base su cui fondare la visione.

Elise Pinelli pone grande attenzione al corpo delle donne e all’universo femminile più in generale, il suo è certamente uno sguardo femminile e qui il cosiddetto “female gaze” – nato nell’ambito della cinematografia femminista per definire una prospettiva che mette al centro le donne quali soggetti attivi, libere dall’oggettivazione sessuale – si oppone visivamente e tatticamente al “male gaze” lo sguardo maschile che troppo spesso tiene le fila della rappresentazione del corpo femminile e del rapporto fra i sessi. Il corpo femminile è, evidentemente, un corpo politico su cui ogni giorno si dipanano riflessioni e disquisizioni di varia natura che sovente escludono proprio le donne a favore di tavoli tematici con sole voci maschili; non è dunque scontato uno sguardo femminile che sia davvero differente. E questa è l’azione che compie Elise Pinelli, riportare la visione su quello che, in definitiva, è un “corpo sociale” che possa collocarsi al di là di una certa spettacolarizzazione per tornare invece ad una riflessione interiore, per un cambiamento quanto mai urgente di un modello di pensiero condizionato e condizionante.

C’è bisogno, evidentemente, di uno sguardo che sia in grado di riportare le cose sul giusto binario, uno sguardo libero dai retaggi dettati da una società patriarcale e misogina profondamente radicata. Uno sguardo che permetta un ampliamento delle narrazioni e la decostruzione di modi di pensare stereotipati all’interno delle relazioni eterosessuali, affinché le donne ritrovino la loro autonomia nella manifestazione del desiderio e della sua rappresentazione. Occorrono l’onestà e la purezza di uno sguardo che non cerca il segno estremo ma che coglie la naturalezza di una certa gestualità, di movenze collocate in un contesto in cui una decisa espansività, tipica della giovinezza, si pone al di fuori di un fare oggettivante. Elise Pinelli agisce con un lavoro fatto di attenzione sulle cose, sui luoghi, sul corpo inteso quale valore universale.

L’adolescenza è l’estate della vita ed entrambe rappresentano momenti ricchi di energia, di speranza nel futuro, di ottimismo per il presente, di consapevolezza del sé e della propria determinazione dello stare nel mondo. Elise Pinelli va oltre il mero registrare la scena, si pone nell’interstizio, nel passaggio fra il dentro e il fuori, fra ciò che vediamo e ciò che siamo chiamati a intuire. E fotografare il corpo nella fase adolescenziale è anche il modo per ritrovare se stessa, un tornare indietro per guardare a ciò che è stata e che ha certamente influito sul suo essere adulta, sul suo vivere nel presente. Attraverso gli scatti di questa serie partecipiamo del vivere dei protagonisti, essi ci invitano a seguirli nella loro allegria, nella loro gioia di vivere e spensieratezza, ci invitano a prendere parte alla loro performance, allo scambio fra il corpo e il paesaggio. Ed è dal paesaggio che la riflessione prende le mosse, da una spiaggia candida, all’apparenza pura, da un tratto di costa reso caraibico da scarti di provenienza industriale, un luogo fisico che è punto di partenza, corpo e testimone di qualcos’altro da sé, palcoscenico per una rappresentazione in cui persone, oggetti e azioni hanno il medesimo valore fondante. Elise Pinelli non ci mette difronte ad una idilliaca rappresentazione della vita, ella realizza un cortocircuito che possa ridestare la nostra attenzione.

Ogni frame è il tassello di una storia più ampia in cui i concetti chiave sono forza ma anche fragilità, timidezza ma anche fierezza, codici fondamentali che appartengono altresì ad una riflessione sull’affettività non più rinviabile fra le giovani generazioni, quali testimoni e precursori di una storia che deve ancora essere scritta, per un nuovo inizio, per nuove fondamenta sociali da cui partire.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni da lunedì 24 agosto a lunedì 31 agosto 2026 con orario 10–12 e 18–20 (domenica solo nel pomeriggio). L’inaugurazione con la presenza della fotografa è fissata per lunedì 24 agosto alle ore 18.

 

Chioma Ukwu – Epiphany The light within

 

24 luglio – 2 agosto 2026

Inaugurazione venerdì 24 luglio, ore 18.30

Ci sono paesaggi che riproducono fedelmente la realtà ed altri, immaginati, che appartengono ad un mondo fantastico. Le opere di Chioma Ukwu abitano questo secondo luogo. Non raccontano una montagna, un fiume o una cascata, ma ciò che accade nel momento in cui qualcosa, dentro di noi, cambia forma. L’epifania non è l’apparizione di una luce lontana: è l’istante in cui ci accorgiamo che quel bagliore era già lì, silenzioso, in attesa di essere riconosciuto.

Ogni tela di Chioma, nasce da una materia che sembra conoscere il tempo della roccia, dell’acqua e delle nuvole. La pittura si stratifica, si dissolve, riaffiora. Nelle trame dei quadri ritornano le risonanze della sua terra d’origine, che si fanno sentire nella forza ancestrale della materia e in una profonda spiritualità; qui l’oro e i pigmenti terrosi non sono semplici colori, ma legami viscerali con le proprie radici. Oro, terra, azzurro, vapori e velature danno forma a luoghi sospesi tra identità ed immaginazione, dove il paesaggio diventa un linguaggio capace di esprimere senza bisogno di parlare.

In un’epoca in cui tutto chiede di essere spiegato, Chioma Ukwu sceglie invece di suggerire. Lascia spazio al dubbio, all’ascolto, alla contemplazione. La sua è una pittura che solleva domande più che cercare risposte. È forse questo il significato più vero di Epiphany: non una rivelazione spettacolare, ma il lento emergere di una consapevolezza. Come quando, dopo una lunga notte, non è il sole a sorprenderci, ma il nostro sguardo che finalmente impara a vedere.

Nel contesto di Effetto Venezia, dedicato quest’anno alle nuove generazioni e al dialogo intergenerazionale, questa mostra è un invito. Un invito a ritrovare la capacità di meravigliarsi, a riconoscere la luce non come qualcosa da inseguire, ma come una possibilità già presente dentro ciascuno di noi. Perché ogni futuro comincia sempre da una visione.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00, escluso il martedì – INGRESSO LIBERO

Condominio – coesistenze, vicinanze, visioni.

CONDOMINIO

coesistenze, vicinanze, visioni
Una collettiva degli allievi di Angelo Foschini – La Fucina ::: Corsi d’Arte
Come in un grande condominio pittorico, la mostra propone 25 dipinti, uno per ciascun allievo dei corsi di disegno e pittura per adulti che si sono svolti nel 2025/26 alla Fucina ::: Corsi d’Arte.
La galleria Extra Factory ha deciso di ospitare nei propri spazi questo esplosivo e multiforme collettivo di emergenti, per far luce su alcune nuove ricerche che stanno prendendo forma tra i cavalletti del laboratorio.
Alcuni dei partecipanti frequentano i corsi da molti anni, alcuni solo da qualche tempo, ma ciascuno a suo modo è impegnato in una personale interpretazione della materia Pittura.
I «condòmini» presenti in mostra sono:
Sandra BACHERINI
Sergio BARGAGLIOTTI
Francesca BASSI
Paola BENEDETTI
Federica BENIFEI
Gianlorenzo BERNINI
Lidia CALVANO
Nicla CARDOSI
Elena CECCHI
Virginia CUCONATO
Alessandro DOMENICI
Margherita DOMENICI
Elena GRATTON
Stefania MARTINELLI
Nicola MAZZINGHI
Prunella MESCHINI
Arianna MONTAUTI
Sandra PASQUINELLI
Carmen ROSABIANCA
Iolanda SCOTTO DI MINICO
Franca SOCCO
Monica URBANI
Barbara VISCIANO
Marilisa VOLPI
Elena ZAMBINI
Il titolo sottolinea il concetto di condivisione degli spazi, siano essi quelli del dipingere insieme o quelli dell’esporre, in cui ognuno si ritaglia dei millesimi di tela e di parete che diventano finestra espressiva. Come per un edificio abitato, saranno le consonanze, le dissonanze e la varietà degli stili che renderanno unico il passaggio dei visitatori (graditi ospiti) e degli autori (buoni vicini).
Nel caso specifico di questo grande CONDOMINIO lo spazio potrebbe risultare iperpartecipato, caotico, eterogeneo, un po’ come il quartiere in cui ha sede la galleria, ma proprio per questo motivo vivo e pronto all’interazione con tutti. Anche perché ciascun dipinto può essere definito casa per l’autore, “appartamento” come tessuto delle idee che lo strutturano, lo arredano e lo definiscono, luogo contemporaneo chiuso ma aperto perché inserito in un contesto architettonico più vasto.
L’invito a visitarlo è un’occasione di conoscenza, di sosta, di comunicazione pubblica e intima allo stesso tempo.
L’ingresso al CONDOMINIO è libero e aperto a tutti, e questa speciale assemblea prevede tre giorni di animata partecipazione.
Il vostro, per l’occasione, amministratore
Angelo Foschini
Inaugurazione venerdì 26 giugno, ore 18
26 / 27 / 28 giugno 2026
orario 18.00–22.00
info e candidature per Extra Factory
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