24 luglio – 2 agosto 2026
Inaugurazione venerdì 24 luglio, ore 18.30
Ci sono paesaggi che riproducono fedelmente la realtà ed altri, immaginati, che appartengono ad un mondo fantastico. Le opere di Chioma Ukwu abitano questo secondo luogo. Non raccontano una montagna, un fiume o una cascata, ma ciò che accade nel momento in cui qualcosa, dentro di noi, cambia forma. L’epifania non è l’apparizione di una luce lontana: è l’istante in cui ci accorgiamo che quel bagliore era già lì, silenzioso, in attesa di essere riconosciuto.
Ogni tela di Chioma, nasce da una materia che sembra conoscere il tempo della roccia, dell’acqua e delle nuvole. La pittura si stratifica, si dissolve, riaffiora. Nelle trame dei quadri ritornano le risonanze della sua terra d’origine, che si fanno sentire nella forza ancestrale della materia e in una profonda spiritualità; qui l’oro e i pigmenti terrosi non sono semplici colori, ma legami viscerali con le proprie radici. Oro, terra, azzurro, vapori e velature danno forma a luoghi sospesi tra identità ed immaginazione, dove il paesaggio diventa un linguaggio capace di esprimere senza bisogno di parlare.
In un’epoca in cui tutto chiede di essere spiegato, Chioma Ukwu sceglie invece di suggerire. Lascia spazio al dubbio, all’ascolto, alla contemplazione. La sua è una pittura che solleva domande più che cercare risposte. È forse questo il significato più vero di Epiphany: non una rivelazione spettacolare, ma il lento emergere di una consapevolezza. Come quando, dopo una lunga notte, non è il sole a sorprenderci, ma il nostro sguardo che finalmente impara a vedere.
Nel contesto di Effetto Venezia, dedicato quest’anno alle nuove generazioni e al dialogo intergenerazionale, questa mostra è un invito. Un invito a ritrovare la capacità di meravigliarsi, a riconoscere la luce non come qualcosa da inseguire, ma come una possibilità già presente dentro ciascuno di noi. Perché ogni futuro comincia sempre da una visione.
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00, escluso il martedì – INGRESSO LIBERO
