Altrimenti, la mostra personale di Monica Sarsini
26 luglio – 3 agosto 2025
ALTRIMENTI, la personale di Monica Sarsini. Una mostra di scatole, fiabe e creature a grandezza immaginaria.
Con il titolo altrimenti, Monica Sarsini ci conduce in un mondo capovolto, dove le narrazioni canoniche si ribaltano per lasciare spazio a esiti inattesi, a creature marginali, a figure salvate dalla dimenticanza o dalla condanna. La mostra – allestita presso la galleria Extra Factory, in Piazza della Repubblica a Livorno – si articola in due sezioni complementari e dialoganti.
La prima è composta da una serie di piccoli teatrini tridimensionali, contenuti in scatole di legno, che reinterpretano miti, fiabe e racconti letterari ponendo al centro il destino delle donne: parabole ribaltate, libere da logiche punitive, in cui le protagoniste possono finalmente sottrarsi al ruolo della vittima o della martire, guadagnando un finale diverso. Ogni scatola è un micro-mondo costruito con cartapesta e materiali poveri, dove si mescolano bellezza e ironia, spavento e compassione.
La seconda sezione è popolata da animali fantastici a grandezza naturale, modellati in carta e argilla: esseri bicefali, ibridi dolci e perturbanti, sospesi tra il sogno infantile e l’incubo mitologico. Evocano la chimera di Arezzo, il gallo di Picasso, ma anche l’immaginario di Disney, dando corpo a un equilibrio impossibile tra attrazione e repulsione, tra ferocia e tenerezza.
In queste opere, Monica Sarsini non cerca di rimuovere il dolore, ma di affrontarlo creando nuove possibilità narrative: creature, visioni e parole che galleggiano – come scrive qualcuno – « sui libri, sugli oggetti, sulle sue paure, come un Ismaele aggrappato alla bara di Queequeg dopo il naufragio ». Sopravvivere, altrimenti.
Monica Sarsini, artista e scrittrice fiorentina, lavora da decenni in una fertile zona di confine tra arti visive, scrittura e impegno sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui Crepacuore, Crepapelle e Miransù, ha esposto in gallerie e istituzioni italiane ed europee, muovendosi con libertà tra installazioni, scenografie, performance e libri d’artista. Conduce da oltre vent’anni laboratori di scrittura creativa, in particolare nelle scuole e nelle carceri, con un’attenzione costante alle narrazioni marginali e al potere trasformativo della parola. Il suo lavoro – poetico, ironico, politico – attraversa i linguaggi per restituire voce e immagine all’invisibile.
