0586 1837847 info@extrafactory.it
Seleziona Pagina

Ti tengu caru, mostra fotografica di Elise Pinelli

 

24-31 agosto 2026

Testo critico di Loredana Barillaro

“Ti tengu caru” è il progetto fotografico di Elise Pinelli, il cui titolo, nella lingua corsa, significa “ti voglio bene”. Un progetto che, con immediatezza, permette di entrare in un mondo fatto di intimità, di gesti affettuosi, di sguardi che prendono sostanza. Ti voglio bene in fondo è una frase semplice, chiara, universalmente usata per dirsi quanto si tiene gli uni agli altri, quanto si è importanti, una frase che emotivamente placa gli animi e i toni in una realtà, quella descritta, in cui anche i segni e i simboli all’apparenza estranei, o di contorno, concorrono alla creazione di una base su cui fondare la visione.

Elise Pinelli pone grande attenzione al corpo delle donne e all’universo femminile più in generale, il suo è certamente uno sguardo femminile e qui il cosiddetto “female gaze” – nato nell’ambito della cinematografia femminista per definire una prospettiva che mette al centro le donne quali soggetti attivi, libere dall’oggettivazione sessuale – si oppone visivamente e tatticamente al “male gaze” lo sguardo maschile che troppo spesso tiene le fila della rappresentazione del corpo femminile e del rapporto fra i sessi. Il corpo femminile è, evidentemente, un corpo politico su cui ogni giorno si dipanano riflessioni e disquisizioni di varia natura che sovente escludono proprio le donne a favore di tavoli tematici con sole voci maschili; non è dunque scontato uno sguardo femminile che sia davvero differente. E questa è l’azione che compie Elise Pinelli, riportare la visione su quello che, in definitiva, è un “corpo sociale” che possa collocarsi al di là di una certa spettacolarizzazione per tornare invece ad una riflessione interiore, per un cambiamento quanto mai urgente di un modello di pensiero condizionato e condizionante.

C’è bisogno, evidentemente, di uno sguardo che sia in grado di riportare le cose sul giusto binario, uno sguardo libero dai retaggi dettati da una società patriarcale e misogina profondamente radicata. Uno sguardo che permetta un ampliamento delle narrazioni e la decostruzione di modi di pensare stereotipati all’interno delle relazioni eterosessuali, affinché le donne ritrovino la loro autonomia nella manifestazione del desiderio e della sua rappresentazione. Occorrono l’onestà e la purezza di uno sguardo che non cerca il segno estremo ma che coglie la naturalezza di una certa gestualità, di movenze collocate in un contesto in cui una decisa espansività, tipica della giovinezza, si pone al di fuori di un fare oggettivante. Elise Pinelli agisce con un lavoro fatto di attenzione sulle cose, sui luoghi, sul corpo inteso quale valore universale.

L’adolescenza è l’estate della vita ed entrambe rappresentano momenti ricchi di energia, di speranza nel futuro, di ottimismo per il presente, di consapevolezza del sé e della propria determinazione dello stare nel mondo. Elise Pinelli va oltre il mero registrare la scena, si pone nell’interstizio, nel passaggio fra il dentro e il fuori, fra ciò che vediamo e ciò che siamo chiamati a intuire. E fotografare il corpo nella fase adolescenziale è anche il modo per ritrovare se stessa, un tornare indietro per guardare a ciò che è stata e che ha certamente influito sul suo essere adulta, sul suo vivere nel presente. Attraverso gli scatti di questa serie partecipiamo del vivere dei protagonisti, essi ci invitano a seguirli nella loro allegria, nella loro gioia di vivere e spensieratezza, ci invitano a prendere parte alla loro performance, allo scambio fra il corpo e il paesaggio. Ed è dal paesaggio che la riflessione prende le mosse, da una spiaggia candida, all’apparenza pura, da un tratto di costa reso caraibico da scarti di provenienza industriale, un luogo fisico che è punto di partenza, corpo e testimone di qualcos’altro da sé, palcoscenico per una rappresentazione in cui persone, oggetti e azioni hanno il medesimo valore fondante. Elise Pinelli non ci mette difronte ad una idilliaca rappresentazione della vita, ella realizza un cortocircuito che possa ridestare la nostra attenzione.

Ogni frame è il tassello di una storia più ampia in cui i concetti chiave sono forza ma anche fragilità, timidezza ma anche fierezza, codici fondamentali che appartengono altresì ad una riflessione sull’affettività non più rinviabile fra le giovani generazioni, quali testimoni e precursori di una storia che deve ancora essere scritta, per un nuovo inizio, per nuove fondamenta sociali da cui partire.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni da lunedì 24 agosto a lunedì 31 agosto 2026 con orario 10–12 e 18–20 (domenica solo nel pomeriggio). L’inaugurazione con la presenza della fotografa è fissata per lunedì 24 agosto alle ore 18.

 

info e candidature per Extra Factory
Invia per WhatsApp