di Extra Arts & Culture | 28, Mag 2026 | 2026, extra factory, Mostra

30 maggio – 13 giugno 2026
Nuovo appuntamento con la pittura negli spazi di EXTRA Factory a Livorno: sabato 30 maggio 2026 alle ore 18.30 inaugura la mostra personale di Emilio Brizzi «Pittura di periferia».
La mostra raccoglie una selezione di opere recenti nelle quali l’artista costruisce un racconto visivo profondamente legato alla dimensione urbana, ai margini della città e alla vita quotidiana delle periferie contemporanee. Bar d’angolo, fabbriche dismesse, binari merci, case sopravvissute ai bombardamenti, canali coperti d’asfalto e atmosfere portuali diventano materia pittorica e memoria collettiva.
Nato a Parma da madre olandese e padre emiliano, Emilio Brizzi attraversa nel proprio percorso biografico geografie e appartenenze differenti: l’Emilia, la cultura nord europea, Amsterdam — dove ha vissuto per circa trent’anni — fino all’approdo a Livorno, città nella quale riconosce una sintesi naturale delle proprie contraddizioni e sensibilità.
Proprio Livorno, con le sue luci mutevoli, il porto industriale, i quartieri popolari e quella particolare umanità fra ironia e disincanto, a diventare il paesaggio emotivo della sua pittura.
«Per poco non nacqui a Piandelfumo, una frazione di Tizzano nell’alta Val Parma dove mia madre, immigrata olandese, era sfollata in una casettina di pietra per sfuggire all’afa della pianura, nell’agosto del millenovecentosessantadue. Sotto a un enorme luna piena scese in taxi nella notte fra il quattordici e il quindici, per mettermi al mondo agli Ospedali Riuniti del capoluogo alle sette del mattino, sotto al segno del Leone nell’anno della Tigre, Ferragosto e Assunzione della Santa Vergine. Il modesto gene della pittura mi venne dal babbo, bolognese, figlio di monte e di pianura essendo i suoi per parte di madre di San Giovanni in Persiceto, e di Granaglione per il lato del nonno, con remote radici pistoiesi. Forse per questo provai sempre un forte tropismo verso la Toscana che, combinato alla parte mia materna, batava, e ad una breve permanenza di trent’anni ad Amsterdam, dovette condurmi fatalmente ad abitare a Livorno: luogo che ne rappresenta con ambivalenza varie componenti fondamentali. Per quanto non indispensabile concausa, l’aver perso tutto mi accomuna a molti avventori del mio bar dell’angolo, a Torretta, dove partecipo all’etilismo e alle vite degli altri, come consueto – a chi se ne voglia interessare – in un posto in cui i propri fatti vengono raccontati volentieri a chiunque, senza coscienza o rispetto per discrezione alcuna o pudore di sorta. Condivisione aperta e senza malizia, che conduce sempre a concludersi con la frase: “de’… ma un si beve?”. La scena si svolge all’incrocio di una strada e di un canale coperto di asfalto, con un alternarsi di terreni abbandonati, fabbriche morte, di binari merci per il porto industriale, di case sopravvissute ai bombardamenti e di quelle casermone che si fecero al posto delle macerie. Dal lato del tramonto passano le navi enormi, lentamente inarrestabili con folate di fumi neri, oli pesanti e sottili polveri maligne. La luce meravigliosa alterna momenti in cui tutto sembra affrescato ad altri in tinte oleose. Finito il tempo delle piogge il cielo si azzurra solido per mesi e mesi di caldo e poi, nelle mezze stagioni, ogni giorno tramonti mozzafiato. A volte libeccio, altre soffia di terra.
Il colore locale si distingue in quello odierno e quello eterno. Poi quello pittorico che li racconta, soggettivo, alternato, chissà come: somma di tantissime minime scelte, certo mai arbitrarie, forse dettate dal caso galeotto, pur sempre nate da uno sguardo».
Le opere di Brizzi si muovono così tra osservazione diretta e dimensione narrativa con una pittura intensa, atmosferica e profondamente umana, capace di trasformare scorci marginali e vite comuni in immagini di luce, memoria e realtà.
La mostra sarà visitabile fino al 13 giugno 2026 tutti i giorni con orario 10.00–12.00 | 18.00–20.00, escluso domenica mattina e martedì.
Ingresso libero.
di Extra Arts & Culture | 2, Apr 2025 | 2025, extra factory, Mostra

4-19 aprile 2025
Extra Factory è lieta di presentare la mostra personale di Gabriella Volpini, intitolata «DAL VERO». In esposizione, una selezione di dipinti realizzati in tempi lunghi dal vero e con un’attenzione profonda verso la luce e il soggetto ritratto: paesaggi en plein air, nature morte allestite in studio e ritratti di modelli che hanno posato per l’artista.
Le opere nascono da una pratica pittorica che si contrappone al ritmo frenetico della società contemporanea, caratterizzata da impegni pressanti e continue distrazioni. Gabriella Volpini invita il pubblico a recuperare la pazienza di osservare in silenzio, a “respirare” l’opera e immergersi nella bellezza del momento presente, senza lasciarsi assorbire dallo smartphone o dai pensieri quotidiani. Proprio nel confronto diretto con il soggetto – che sia un volto, un tramonto o una composizione di oggetti – si sviluppa un dialogo intimo tra la pittrice e la realtà, carico di emozioni e di stupore.
L’artista sottolinea inoltre l’importanza del tempo come strumento di comprensione: un tempo lento e fedele, necessario per tornare allo stesso luogo o alla stessa luce, per cogliere la magia di un istante che il consumismo tende a banalizzare. In questa ottica, la pittura si fa terapia e “redenzione dal torpore” di un mondo spesso dominato dalla fretta.
La mostra inaugurerà venerdì 4 aprile alle ore 17.30 alla presenza dell’artista e sarà visitabile fino al 19 aprile 2025 presso Extra Factory Livorno (piazza della Repubblica, angolo Pina d’Oro). L’invito è quello di varcare la soglia della galleria con lo sguardo curioso di un bambino, lasciando fuori distrazioni e fretta, per riscoprire l’incanto dell’arte e la propria capacità di meravigliarsi. Gli orari di apertura sono 10.00-12.00 e 17.30-20.00 tutti i giorni della settimana escluso la domenica mattina e il martedì.
Per ulteriori informazioni, contattare la galleria o visitare i canali ufficiali di Extra Factory. Vi aspettiamo per condividere insieme un momento di contemplazione e autenticità.
BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Gabriella Volpini nasce a Livorno nel 68′, la famiglia si trasferisce all’isola d’Elba poco dopo. Gabriella cresce in un ambiente quasi non intaccato dal turismo con le sue aberrazioni. Il rapporto con la natura è intenso anche perché la famiglia vive fuori dal centro cittadino di Portoferraio. Mostra interesse per la pittura in età precoce, ma la incontrerà veramente conoscendo a 20 anni il pittore Regoli e frequentando il suo studio. Capisce che la pittura dal vero è il mezzo d’espressione che le calza a pennello. Immergersi nella natura in un rapporto emotivo, trasferendo sulla tela: la percezione del bello, dell’inusuale, lo struggimento dell’animo, l’amore per le cose vive, la luce particolare che c’è ad una determinata ora del giorno e di stagione. Tutte queste cose insieme concorrono all’opera pittorica. Contemporaneamente allo studio dal vero di paesaggio, natura morta e figura, la Volpini visita tutti i più importanti musei d’Europa e un numero sempre maggiore di esposizioni. Attraverso la passione per la pittura e lo studio della vita dei pittori, si rende conto dell’immenso patrimonio artistico italiano ed europeo. Un patrimonio che per molti aspetti rischia di andare perduto; un patrimonio non di ideologie estetiche, ma di esperienza sul campo, del saper fare. Espone per la prima volta nel 92′. Nel 93′ vince un concorso di pittura indetto dal comune di Portoferraio, nell’inverno dello stesso anno fa il suo primo viaggio in India, portando acquarelli e colori ad olio, per fare piccoli paesaggi. Contribuisce alla creazione del movimento pittorico della ” Scuola della Valle di Lazzaro” ideato dal pittore Regoli. Movimento che si ripropone la rivitalizzazione della pittura figurativa. Successivamente partecipa a diverse mostre collettive e organizza delle mostre personali. Nel 97′ vince un concorso di pittura estemporaneo indetto dal Comune di Rio con il patrocinio della provincia di Livorno. Nel 2010 è chiamata da Mons. Pietro Amato ( ideatore e creatore del museo storico Vaticano in San. Giovanni in Laterano) a partecipare alla prima biennale a Grottaglie; parteciperà anche alla seconda edizione.
Da qualche anno ha iniziato a scrivere brevi articoli sulla pittura e ha scritto un testo sotto forma di sceneggiatura, per rendere usufruibile ad un pubblico più ampio, i molteplici aspetti della creazione artistica.
di Extra Arts & Culture | 23, Set 2024 | 2024, enrico ristori, extra factory, Mostra

27 settembre – 12 ottobre 2024
Inaugurazione mostra venerdì 27 settembre ore 18
Enrico Ristori sempre più affascinato dalle emozioni umane e dal loro legame con la natura, dipinge opere che raccontano i personaggi del suo mondo. Le sue figure, immerse in scenari quotidiani spesso ambientati dall’amato elemento marino, alternano momenti di riflessione e introspezione. La sua tecnica pittorica, densa e materica, si distingue per pennellate vigorose e un uso del colore sempre più consapevole, che gli consente di esprimere non solo i suoi pensieri, ma anche quelli di chi gli gravita intorno. Con grande sensibilità, Ristori invita l’osservatore a riflettere su ciò che accade nel mondo. Le atmosfere delle sue opere spaziano dalle intense e quasi meditative scene notturne, a momenti di pace e contemplazione, fino a situazioni di grande dinamismo e movimento. Ogni opera sembra sospendere il tempo, permettendo al soggetto di immergersi non solo nella natura e nell’ambiente circostante, ma anche nei propri pensieri, che finiscono per diventare quelli di chi osserva.
La mostra sarà visitabile fino a sabato 12 ottobre tutti i giorni con orario 10.00-12.00 e 17.30-20.00 (escluso il martedì e la domenica mattina)