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RI/VOLTI AL MARE, la Mostra di David Brogi

21-30 giugno 2024

Venerdì 21 giugno alle ore 19.00 presso i locali di Extra Factory, in piazza della Repubblica a Livorno (angolo Pina d’Oro) «salpa» la nuova mostra di David Brogi: Ri/Volti al mare realizzata in collaborazione con i suoi allievi.

L’esposizione di sculture in cartapesta e di pitture vuol essere una carezza alla Città di Livorno dell’artista di Ponsacco molto legato alla città labronica.

Una mostra progettata e realizzata in questi mesi con la preziosa collaborazione degli artisti del corso di cartapesta e partiti dalla modellazione in argilla. Sarà così possibile ammirare le opere di: Gabriella Bonaretti, Maria Cristina Chierici, Sara Bertei, Maria Teresa De Biase, Rosaria De Gaetano, Massimo Palamidessi, Perla Paolini, Dario Licciardi (9 anni), Luca Sarti e Giuseppina Roncaglia.

Volti in cartapesta e un gozzo che emerge da un mare ipotetico, daranno vita ad una scenografia evocativa e struggente che intenderà spingersi idealmente oltre le mura della galleria insieme alle opere pittoriche dell’artista David Brogi che per l’occasione sarà presentato dallo storico d’Arte il dott. Silvano Granchi.

David Brogi, artista poliedrico, nasce nel 1970 in una delle terre più belle d’Italia, la Toscana. Proprio questa terra gli ha permesso di crescere nei colori e nei profumi dei declivi collinari e delle città marine, come Livorno, che si aprono sfacciatamente al mare e ai venti che le sferzano. Dalla sua Toscana David trova la propria forza espressiva, guidato dalla formazione accademica iniziata nel 1984, esperienza coltivata come il buon vino delle sue terre. Nella sua ecletticità, David Brogi spazia dalla pittura alla scultura legando queste discipline anche a performance di carattere teatrale. David Brogi ha all’attivo decine di rassegne d’Arte in tutta Italia ed in Europa: Roma, Venezia, Firenze, Mantova, Milano, Padova, Torino, Parigi, Lione e tante altre. Numerosi i premi conseguiti a livello nazionale, tra cui il premio Rotonda Città di Livorno, anno 2016 con l’opera scultorea L’urlo d’Europa, e due premi del concorso nazionale Le Ali Città di Massa, con l’opera pittorica Blu Dog. Il Bacio, scultura bronzea, fa parte con grande orgoglio della Collezione della Presidenza della Repubblica Italiana. David Brogi è inserito nel catalogo Cairo Mondadori CAM da oltre 4 anni. Da pochi anni ha aperto uno studio con ampio ed elegante spazio espositivo a Ponsacco (PI)

La mostra a Extra sarà visitabile sino a domenica 30 giugno con orario 10-12 e 18-20 (martedì chiusa e domenica solo pomeriggio)

Cina 1981, scomparsa e ritrovata

14 – 16 giugno 2024

«Cina 1981» il racconto inedito ed analogico di una Cina ormai scomparsa attraverso le fotografie di Marco Lazzerini scattate durante un viaggio nel 1981, con il restauro di Roberto Nencini e le musiche originali di Marco Baracchino.
Appuntamento per la proiezione nell’auditorium di Extra Factory venerdì 14 giugno alle ore 21.15. In sala saranno presenti anche fotografie selezionate e stampate che resteranno visibili in mostra anche sabato 15 e domenica 16 giugno, con orario 10.00 – 12.00 e 18.00 – 20.00

Enrico Berlinguer, tra storia e memoria

Una giornata, quella di martedì 11 giugno, tra storia e memoria, in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer.

Così Athos Rosini, curatore di questa giornata:
«Il mio ricordo va a Enrico Berlinguer segretario del partito comunista italiano e la prima cosa che mi viene da pensare, semplicemente, è che sia stato una persona perbene e soprattutto un politico intellettualmente onesto. Ha rappresentato una speranza per l’Italia e per l’Europa, incarnando quel comunismo capace di aggiornarsi, avendo ben salde le radici nei valori della resistenza e lo sguardo puntato avanti. Sono passati 40 anni dalla sua prematura morte e quei giorni vengono ancora ricordati come la fine di una grande storia, di una stagione che si stava chiudendo. Fu colto da un improvviso malore a Padova durante un comizio per la campagna politica delle elezioni europee dell’84 e nonostante il dolore fisico terminò il suo intervento tra gli applausi e la commozione di chi aveva capito che qualcosa di terribile stava per accadere. Dopo quattro giorni di coma fu data la notizia della sua morte. I funerali si tennero a Roma il 13 giugno e c’erano tutti: tanta gente comune, i suoi compagni, i suoi avversari, i più grandi capi di stato e di governo. Si dice non meno di due milioni di persone, tutti a rendergli omaggio, a dirgli addio. Tra quelle persone c’ero anche io e ricordo una folla immensa, dispersa ovunque: per le strade, sui marciapiedi, arrampicati sui lampioni, in piedi sui tetti delle macchine. Le immagini che vedete in questa esposizione sono un ricordo personale di quella giornata, integrato dalle prime pagine dell’Unità, quotidiano politico del PCI, che riportavano le notizie di quei giorni concitati.»

La Mostra fotografica «Gli ultimi giorni di Berlinguer» con le foto di Athos Rosini sarà visitabile tutta la giornata di martedì 11 giugno dalle ore 10 alle 20 negli spazi di Extra Factory a Livorno, piazza della Repubblica (angolo Pina d’Oro). Sarà inoltre proiettato in loop il docufilm del 1984 «L’addio a Enrico Berlinguer» in cui oltre trenta registi italiani, tra cui Ettore Scola, i fratelli Bertolucci e Carlo Lizzani, documentarono il funerale. Nel montaggio supervisionato da Ugo Gregoretti si sovrappongono con rigore e omaggio le scene di massa e suggestive riprese aeree. Al centro, le interviste a esponenti politici, personaggi noti, uniti alla commozione di tanta gente comune.

Alle 18.30 nell’auditorium di Extra l’intervento dello storico Enrico Mannari per raccontare il legame di Berlinguer e Livorno.

STANZE DI MELANIA VAIANI

25 maggio – 8 giugno 2024

S T A N Z E – Melania Vaiani

(PANOPTICON design Karvo/FIN)
Proponendoci di esporre una selezione di lavori eseguiti con la tecnica del monotipo – di dimensioni contenute – e al fine di farne un’esperienza museale che prescinda dai limiti fisici degli spazi e dei formati, abbiamo realizzato dei modelli architettonici in miniatura.
Vogliamo concentrare verso le immagini l’attenzione dell’osservatore in un contesto insolito, suggestivo e aperto all’interpretazione personale di ognuno.
Le emozioni e impressioni suscitate dall’astratto non si lasciano descrivere esattamente, né lo dovrebbero. L’abbandono volontario della figurazione esplicita di soggetti letterali libera la forza espressiva in molte potenti direzioni di apertura mentale.
Allo stesso modo chi si confronta con le opere finite viene stimolato a guardare in modo creativo, cosa anche esteticamente gratificante.
Inoltre, parafrasando Michael Foucault in merito al concetto di Panopticon (l’occhio che tutto vede):
… una definizione più ampia e articolata non riuscirebbe a descrivere con sufficiente dovizia le potenzialità della struttura.
Dove lo sguardo non arriva, invitiamo i visitatori a servirsi dei loro telefoni per esplorare gli interni di queste “STANZE” da diversi angoli. A differenza dei grandi musei, abbracciamo questa tecnologia come parte integrante dell’esperienza e della fruizione di questi lavori, e l’atteggiamento acquisitivo e inventivo che il fotografarli stimola.
Il meccanismo della ripresa e l’illusione della prospettiva vi avvicineranno a queste piccole/grandi astrazioni più di quanto lo potrebbe una riproduzione ingrandita degli originali, concentrandoli invece di diluirli. Nell’immagine che produrrete la dimensione percepita sarà quella della vostra risposta emotiva alle linee, forme e colori, estrapolate dal mondo fisico, e quindi viste senza limiti o costrizioni.
Completano la mostra anche notevoli esempi di monotipo di grande formato.
A differenza della fotografia, i monotipi non nascono dalla luce ma dalla materia dei pigmenti e dai pensieri e gesti di Melania – artista sensibile e di notevole esperienza – direttamente sulle matrici, che vengono passate al torchio per ottenerne una stampa unica.
Una scelta non facile che però rappresenta come nessun’altra la spontanea inventiva dello stampatore, e forse il desiderio di rischiare tutto in un colpo e venirne in qualche misura sorpresi, o come cita volentieri l’artista: “il torchio dà l’ultima pennellata”. Non ci inganni questa ammissione sincera, prova di modestia. Basta guardare i risultati per convincerci della sua grande bravura (e delle tante prove, anni di lavoro, “non ragioniam”).

Melania Vaiani, nata a Livorno nel 1964, dove vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Spenmentale sotto la guida di Giancarlo Cocchia. Nel 1987 si diploma all’Accademia di belle arti di Firenze in pittura, col professor Gustavo Gulietti: durante il terzo e quarto anno si specializza, all’interno del corso di pittura, nella tecnica dell’affresco. Sempre all’Accademia segue gli insegnamenti di incisione con professor Domenico Viggiano e Rodolfo Ceccotti. Nel 1988 si iscrive alla classe di incisione alla scuola d’arte Rosciano a tenuto da Walter Cecchi a Livorno. Nel 1990 frequenta la Scuola internazionale di grafica ” Bisonte”, dove prende la specializzazione in Incisione a colori, sotto la direzione di Swietlan Kraczyna. Dal 1990 ad oggi il suo interesse e lavoro é concentrato nella pratica delle tecniche incisorie, infatti ha allestito nel centro storico di Livorno un laboratorio attrezzato con torchio a stella. Nel 1994 ha insegnato come assistente di incisione presso Accademia di belle arti di Firenze. Ha alle spalle un’intensa attività espositiva in Italia, le sue opere sono entrate a far parte della raccolta Sartori di Mantova, e nell’archivio incisori del Gabinetto delle stampe di Bagnacavallo. Nel 2011 prende parte con due tavole, alla realizzazione dell’almanacco annuale per la sezione di Italia Nostra di Reggio Emilia. Nel 2012 fa il suo ingresso nello storico sodalizio del «Gruppo Labronico» fondato nel lontano 1920. Attualmente insegna tecnica dell’incisione calcografica presso la fondazione Trossi Uberti di Livorno.

Appuntamento con l’inaugurazione di questa insolita mostra tutta da vedere, sabato 25 maggio alle ore 18 presso la galleria Extra Factory di Livorno (via della Pina d’Oro, 2 – ingresso da piazza della Repubblica).
La Mostra sarà visitabile tutti i giorni con orario 10-12 e 17-20 (escluso il martedì e la domenica, giorni di riposo)
INGRESSO LIBERO
Photo Credits © Ilaria Cariello

Avventure metafisiche, la mostra di Araldo Camici

11 – 18 maggio 2024

Un viaggio introspettivo, una riflessione a colori sui misteri dell’universo e sulla complessità dell’animo umano, Araldo Camici, inossidabile, continua a sorprendere  con instancabile energia e creatività, presentando 26 nuove opere straordinarie. 

«Astrattismo lirico», così possiamo definire la pittura di Araldo Camici, ben diversa dall’astrattismo geometrico di Mondrian.
I colori della natura lo affascinano, con le loro mille sfumature ma anche il loro «spessore», pieno di presenze, accadimenti, silenzi, urla.
I colori sussurrano al suo orecchio, suscitandogli sensazioni, evocando ricordi, ma, soprattutto, ispirandogli progetti futuribili, orizzonti ancora da raggiungere. E quando l’estro creativo lo pervade, come un sortilegio, i colori divengono il «mezzo magico» per esprimere, in modo sublimato e potente, l’anelito che muove la sua fertile mente e la sua anima.
Nei suoi quadri, composizioni armoniche di colori ben accostati, difficili da pensare ed organizzare, e assoluta mancanza di simmetrie fanno da sfondo, talvolta, a linee curve ed eleganti, tracciate con mano ferma e sicura e colori in contrasto, che sembrano suggellare con una firma o custodire piccoli universi, immaginati in un contatto empatico. A volte queste linee si intersercano come labirinti, grate, trame al di là delle quali si intravede qualcosa di più grande,il mistero del vivere, il vero senso, interdetto e sfuggente, del Tutto.
I grandi pannelli suscitano la sensazione travolgente di uno sprofondamento in uno spazio non fisico, una dimensione spirituale immensa, un «oltre» al di là dello spazio e del tempo, dove vanno a finire i sogni, le speranze e le preghiere degli uomini. E qui Araldo si avventura e si perde, in una luce folgorante ed inesprimibile che contiene tutti i colori.
[Cristina Quartarone]

L’astrattismo è un evento di grande evoluzione culturale, iniziato in Europa i primi del nostro secolo, uno dei germi più attivi della creatività di ogni epoca. Araldo Camici, autore livornese, disobbligandosi dai retaggi della pittura labronica, è un coraggioso interprete di questa corrente e la sua virata antinaturalistica in funzione di una costruttiva forza di matrice espressionistica, intende valorizzare le emozioni ruggenti, le euforie degli stati d’animo più dirompenti e luminosi. Questa linea di tendenza che si è insinuata nel pittore livornese, in contrasto con le posizioni naturalistiche, sicuramente gli ha creato conflitti che ha superato attraverso un gusto di fruizione ed assimilazione e la psicologia della percezione dell’immagine. Puntuale, percettivo, inquieto, Camici ha fatto suo lo spirito del tempo, approfondendo le proprie ricerche sulla struttura dei meccanismi dell’inconscio, scartando l’alibi della rappresentazione in figura. L’arte è un’ attitudine piuttosto importante per ogni individuo ed i suoi valori magici e misteriosi partecipano e influenzano la sua vita. Camici non si sottrae a ciò e coerente nonché fedele alle sue scelte offre a quanti lo seguono il percorso del suo non facile cammino. La sua forma non forma, lo stile, le invenzioni sono elementi che trascendono il contenuto e formano l’intreccio dei suoi ideali pittorici.
[Jolanda Petrobelli]

Appuntamento con il vernissage della Mostra «Avventure Metafische» di Araldo Camici, sabato 11 maggio alle ore 18 presso Extra Factory in piazza della Repubblica a Livorno.

La Mostra sarà visitabile fino a sabato 18 maggio con orario 10.00-12.00 e 17.00-20.00 (martedì e domenica esclusi)

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