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Proiezione del film Moi 392 – Camille Claudel

3 maggio ore 21.15

Cinema a Extra Factory: «MOI 392» – Camille Claudel
Siamo felici e riconoscenti a Chiara Pasetti e alla produzione per averci consentito di proiettare, nella galleria d’arte Extra Factory, l’opera cinematografica «Moi 392», progetto video dedicato alla scultrice francese Camille Claudel (1854-1943).
Con Lisa Galantini e le voci di Massimo Popolizio e Anna Bonaiuto.
Regia: Mario Molinari.
Durata: 88 minuti

La storia di Camille Claudel è tanto appassionante quanto drammatica.
Una storia di violenza, quella di Camille Claudel, di reclusione forzata e di isolamento in un’epoca storica che emarginava il talento femminile o non lo sapeva accettare.
Una storia temporalmente distante da noi ma purtroppo, spesso ancora attuale.
Un omaggio a tutte quelle donne “dimenticate”, che fanno fatica a liberarsi dalle convenzioni e che lottano con coraggio per affermare la propria identità.
Scultrice e artista di eccezionale talento, frequentò l’Accademia Colarossi a Parigi dove conobbe Auguste Rodin, di cui divenne allieva e modella e con il quale intrecciò una relazione tormentata, dall’epilogo doloroso per entrambi.
Nel marzo del 1913, pochi giorni dopo la morte del padre, venne internata presso la clinica psichiatrica di Ville-Évrard su richiesta della madre e del fratello Paul.
L’anno successivo venne trasferita presso l’asilo pubblico per alienati mentali di Montdevergues presso Avignone, dove restò fino alla morte avvenuta a quasi settantanove anni, il 19 ottobre del 1943.
Morì sola, abbandonata da tutti, dopo trent’anni di internamento in manicomio.
Venne sepolta nel cimitero dell’ospedale in una fossa comune.
Nemmeno il suo nome sulla lapide, ma l’anno del decesso e il suo numero di matricola: 392. (Fonte: Nidodiragno CMC Produzioni).

Il testo è di Chiara Pasetti, liberamente tratto dalla ‘Correspondance’ di Camille Claudel e pubblicato nel libro ‘Mademoiselle Camille Claudel e Moi’ (ed. Aragno 2016).

Nel lungometraggio figurano disegni di Mimmo Lombezzi e filmati realizzati da Giacomo Doni in diversi ex manicomi italiani dal 2007 al 2016. Il lungometraggio è realizzato con il contributo promozionale di Nidodiragno-Produzioni. È prodotto dall’Associazione culturale Le Rêve et la vie di Novara e APS Feelmare di Savona.

Evento libero. Sarà possibile acquistare, per l’occasione, i volumi di Chiara Pasetti dedicati a Camille Claudel.

Avventure metafisiche, la mostra di Araldo Camici

11 – 18 maggio 2024

Un viaggio introspettivo, una riflessione a colori sui misteri dell’universo e sulla complessità dell’animo umano, Araldo Camici, inossidabile, continua a sorprendere  con instancabile energia e creatività, presentando 26 nuove opere straordinarie. 

«Astrattismo lirico», così possiamo definire la pittura di Araldo Camici, ben diversa dall’astrattismo geometrico di Mondrian.
I colori della natura lo affascinano, con le loro mille sfumature ma anche il loro «spessore», pieno di presenze, accadimenti, silenzi, urla.
I colori sussurrano al suo orecchio, suscitandogli sensazioni, evocando ricordi, ma, soprattutto, ispirandogli progetti futuribili, orizzonti ancora da raggiungere. E quando l’estro creativo lo pervade, come un sortilegio, i colori divengono il «mezzo magico» per esprimere, in modo sublimato e potente, l’anelito che muove la sua fertile mente e la sua anima.
Nei suoi quadri, composizioni armoniche di colori ben accostati, difficili da pensare ed organizzare, e assoluta mancanza di simmetrie fanno da sfondo, talvolta, a linee curve ed eleganti, tracciate con mano ferma e sicura e colori in contrasto, che sembrano suggellare con una firma o custodire piccoli universi, immaginati in un contatto empatico. A volte queste linee si intersercano come labirinti, grate, trame al di là delle quali si intravede qualcosa di più grande,il mistero del vivere, il vero senso, interdetto e sfuggente, del Tutto.
I grandi pannelli suscitano la sensazione travolgente di uno sprofondamento in uno spazio non fisico, una dimensione spirituale immensa, un «oltre» al di là dello spazio e del tempo, dove vanno a finire i sogni, le speranze e le preghiere degli uomini. E qui Araldo si avventura e si perde, in una luce folgorante ed inesprimibile che contiene tutti i colori.
[Cristina Quartarone]

L’astrattismo è un evento di grande evoluzione culturale, iniziato in Europa i primi del nostro secolo, uno dei germi più attivi della creatività di ogni epoca. Araldo Camici, autore livornese, disobbligandosi dai retaggi della pittura labronica, è un coraggioso interprete di questa corrente e la sua virata antinaturalistica in funzione di una costruttiva forza di matrice espressionistica, intende valorizzare le emozioni ruggenti, le euforie degli stati d’animo più dirompenti e luminosi. Questa linea di tendenza che si è insinuata nel pittore livornese, in contrasto con le posizioni naturalistiche, sicuramente gli ha creato conflitti che ha superato attraverso un gusto di fruizione ed assimilazione e la psicologia della percezione dell’immagine. Puntuale, percettivo, inquieto, Camici ha fatto suo lo spirito del tempo, approfondendo le proprie ricerche sulla struttura dei meccanismi dell’inconscio, scartando l’alibi della rappresentazione in figura. L’arte è un’ attitudine piuttosto importante per ogni individuo ed i suoi valori magici e misteriosi partecipano e influenzano la sua vita. Camici non si sottrae a ciò e coerente nonché fedele alle sue scelte offre a quanti lo seguono il percorso del suo non facile cammino. La sua forma non forma, lo stile, le invenzioni sono elementi che trascendono il contenuto e formano l’intreccio dei suoi ideali pittorici.
[Jolanda Petrobelli]

Appuntamento con il vernissage della Mostra «Avventure Metafische» di Araldo Camici, sabato 11 maggio alle ore 18 presso Extra Factory in piazza della Repubblica a Livorno.

La Mostra sarà visitabile fino a sabato 18 maggio con orario 10.00-12.00 e 17.00-20.00 (martedì e domenica esclusi)

«Some Bodies», la mostra di Sergio Bargagliotti

19 aprile – 4 maggio 2024

Venerdì 19 aprile alle ore 18 l’inaugurazione dell’attesissima prima personale di Sergio Bargagliotti «some bodies» nella galleria Extra di Livorno.

Scrive Angelo Foschini:
«Questo non è un testo critico o curatoriale, non potrebbe esserlo, perché il coinvolgimento nella pittura di Sergio è per me un privilegio particolare. In questi anni è stato ospite dei miei corsi, ma definirlo allievo è sempre stato per me una costrizione.
Sergio arrivava già con un bagaglio congruo di esperienza di disegno, illustrazione, fumetto. Insieme abbiamo sperimentato la tecnica ad olio, approfondendo alcune tematiche concettuali che negli ultimi 30/40 anni hanno animato molte riflessioni dell’arte contemporanea, passando dal rinnovato rapporto con il corpo, di fine secolo, per arrivare alle nuove tecnologie che rimescolano e rimodellano i nostri modi di percepire il mondo.
Il suo lavoro si è sviluppato nel tempo a stretto contatto con la figura umana. Dal vero o mediata da supporti o schermi, ha sempre trovato con le dovute differenze di approccio, una chiave di lettura svelabile soltanto con un lento e attento lavoro di revisione, addizione o sottrazione di certi elementi dell’immagine.
(Ri)scoprire insieme la materia è stato un confronto arricchente, come lo è sempre quando si parla di saperi, e dove il concetto si fonde al mestiere. Vedere mostre di grandi artisti internazionali, parlare della storia dell’arte del passato e del contemporaneo, caricare le pennellate di gesto e di pensiero è stato una tragitto poetico e di responsabilità, verso un linguaggio, quello pittorico, che avendo radici in un antico passato non può che continuare a parlarci di futuro.
Ad maiora, Sergio!»

“Ciò che è stato l’amore per i narratori e i poeti,
il Nudo lo fa per gli artisti della forma”
[Paul Valéry, su Edgar Degas]
Non è certo intenzione della nostra contemporaneità occidentale l’oscuramento del nudo, ma con gli svariati tentativi di ostacolarne una naturale e libera espressione, ne ha fatto tracimare spesso le sponde in fenomeni provocatori, esibizionistici e allineati con la voracità esponenziale dello Spettacolo, inteso in questo senso come un novello Erisittone, che goloso e ingordo sistema di qualsiasi forma di nudità si nutre senza sosta né tregua alcuna di corpi in continue overdose d’immagini. Ad ogni modo in Occidente, il nudo (e la stessa traduzione visiva della nudità) ha da sempre rappresentato un ruolo centrale nelle arti, facendo convergere tra loro gli ideali di bellezza, che mano a mano si sono deposti in immagine visiva fino ai giorni nostri, tra inciampi vari – come accennato – e una sua più che ammirevole naturale evoluzione. Rappresentare tramite una forma d’arte – sia essa pittorica, scultorea, fotografica et al. – un uomo o una donna nei loro abiti usuali e non, significa tradurre il loro essere vivente in una questione di individualità intesa nella sua etimologia più profonda, lasciare cioè quello spazio sul palcoscenico alla sua figura in-divisibile, distinguendola dagli altri in quanto essa stessa ‘altra’. Rappresentare un corpo nudo invece, laddove la carne ‘incarna’, significa andare a scandagliare nell’io più profondo dell’individuo stesso, andandone a vestire l’immagine con la sua stessa essenza, che di fatto diviene protagonista della scena. Con questo doveroso presupposto, mi trovo con grande piacere a presentare le opere dell’artista Sergio Bargagliotti, che proprio in questo senso divengono un esempio lampante della mia precedente, breve e istintiva riflessione. Nei suoi lavori, che sono indistintamente rappresentati da figure sia femminili che maschili, il nudo diviene l’archetipo di sé stesso, distaccandosi cioè dalla singola materialità della figura per portare in superficie l’essenza primaria del soggetto che viene ritratto, in una costante ricerca volta alla purezza ideale dell’immagine finale. Il corpo sin dalla nascita dell’arte, ha occupato un ruolo preminente nella pittura; è lo strumento attraverso il quale l’essere umano si interfaccia col mondo, e col quale nel corso dei tempi è arrivato ad aprire uno spazio puro ove la bellezza diviene triumphans, senza dover per forza di cose attenersi a regole estetiche ormai trapassate. Nella nostra continua evoluzione artistica, il corpo e la sua nudità hanno oltrepassato i concetti di indecenza e di erotismo ancora vivi in molte culture; la nudità ha trasformato la primarietà della carne in un’agitata esigenza d’essenza, in un’espressione spirituale che volge alla bellezza attraverso i suoi contenuti. Nei lavori di Bargagliotti, il corpo nudo ritratto con grande passione e attenzione, esula dai concetti delle sensazioni più istintive e dagli approcci visivi che ne sbilanciano la comprensione, come spesso capita nelle più comuni rappresentazioni pittoriche inerenti al nudo; rimane bensì sospeso in una neutralità visiva libera da vincoli, priva di polarità indotta. Il corpo nei suoi lavori, attraverso una saggia densità di un tocco ben evoluto nella tipologia della sua stesura, non vanta nessun esercizio di forzato volto a complessi virtuosismi; diviene così immediatamente efficace. I corpi dipinti dall’artista in questo caso si espongono allo sguardo dell’occhio e allo sguardo dello spirito, con quest’ultimo che riesce a catturarne l’essenza, superando di fatto e deliberatamente il rallentamento dell’estetica pura. Tra luci ed ombre che ne delineano una forte profondità e un tratto irrequieto, spiccatamente né eccessivo né banale, molti dei suoi lavori si inseriscono volutamente a pieno in un contesto domestico che ha del freudiano, facendo leva sulle sensazioni e sulle emozioni dei modelli rappresentati, in una scelta delle pose che restituisce alla finalità dell’opera quel desiderio di approfondimento, volto a conoscenza e introspezione. Si scorge nell’io pittorico di alcuni lavori di Bargagliotti, un lontano accenno alla statuaria eroica, intrisa di riflessi post-contemporanei dediti alla non falsificazione del vero. Il primo approccio con le opere dell’artista induce a quella corretta riflessione sul nudo che molti filosofi in passato hanno trattato, indicando cioè come via maestra per una lettura adeguata della nudità una decostruzione della nudità stessa in senso stretto, oltrepassando cioè rapidamente il focus sulla sola esposizione delle parti del corpo, intime il più delle volte, che solitamente colpiscono l’occhio di un osservatore che legge esclusivamente il nudo come una fenomenologia di costume. Il nudo, per citare Bernard Berenson, è da sempre un metagenere, e il solo che riesce a stabilire una tipologia di comunicazione perfetta. E’ questa che a mio avviso si staglia come la sua maggiore forza artistica, evidente in tutte le sue opere, una cioè non-indicizzazione coercitiva sull’immagine, che lascia una libera interpretazione del soggetto che va oltre l’effimero, attraverso uno spigoloso ma avvolgente brusio di sovrapposizioni, caratteristica rara quando si prova ad osservare un’opera che rappresenta la nudità di un corpo. Nei soggetti nudi di Bargagliotti si legge mistero, attesa, inquietudine, sospensione, si leggono accenni che ti fanno riflettere su molte storie di vita quotidiana, si immola arguto il gesto – fermato nel tempo e nello spazio – che rende una figura una trama di studio della possente ed espressiva analitica del corpo; nelle sue figure la profondità è quindi rappresentata dalla loro stessa pelle, che a sua volta si spoglia, dopodiché si spoglia nuovamente di fronte a sé stessa, in una continua e sorprendente scoperta.

Sergio Bargagliotti (1969) nasce e vive a Livorno. Prima di dedicarsi al disegno e alla pittura, ha svolto la professione di archeologo e condotto scavi in Italia e all’estero. Specializzatosi in archeologia subacquea, con particolare attenzione allo studio dei traffici marittimi di età imperiale romana e alla navigazione antica, si è servito del disegno per documentare le fasi di scavo e registrare le azioni umane che si sono succedute e stratificate, viaggiando a ritroso nel tempo. Successivamente si dedica ad esplorare le possibilità narrative del disegno in ambito fumettistico e della graphic novel, prima di approdare alla ricerca pittorica e grafica con utilizzo di vari media.

La mostra «some bodies» ad ingresso libero sarà visitabile da venerdì 19 aprile a sabato 4 maggio, tutti i giorni con orario 10-12 e 17-20 (escluso il martedì ed i festivi). Extra Factory, via della Pina d’Oro, 2 (ingresso da Piazza della Repubblica) Livorno

1984-2024 La mostra fotografica di Carlo Lucarelli

 6 – 15 aprile 2024

CARLO LUCARELLI. Passione e dedizione per la fotografia.

Testo di Carlo Ciappi (docente DAC FIAF e critico della fotografia)

«Livorno, la primavera e l’arte, il trinomio si rinnova e si rivela sempre avvincente allo scoccare dei giorni dell’equinozio di primavera, è allora che la luce del giorno ha la stessa durata dell’oscurità notturna, un magnifico bilanciamento, il giusto equilibrio e non potevano esserci giorni più appropriati per manifestare l’arte di un fotografo di profonda ispirazione, ma più di ogni altra dote, l’uomo che possiede grande equità, riflessione e dedizione perfetta a quanto si appresta a fare. Sarà infatti il giorno sei di Aprile del corrente anno quando si terrà il vernissage della mostra fotografica dell’artista il cui nome fa spicco in epigrafe, sarà allora la sua l’arte fotografica a manifestarsi, l’arte mai abbandonata nemmeno per brevi periodi, però mai ostentata, mai autodeclamata, piuttosto volutamente sottaciuta pur essendo valida espressione di una ricerca, mai seguace di una moda qualsiasi, piuttosto sempre forte espressione dei tempi vissuti, visto che il suo pensiero è sempre stato che la fotografia, come la musica e la poesia, è espressione vera di sentimento, quello dell’autore posto in ogni scatto. In questo giorno, quindi, si accenderanno le luci sulle fotografie di Carlo Lucarelli espressioni diverse capaci di sorriderci dalle pareti della galleria Extra e molti appassionati converranno per condividere una gioia, quella dell’autore senza dubbio, ma anche di quanti hanno avuto il piacere di lavorare artisticamente e per il bene della fotografia in generale a fianco ad un artista singolare.
Carlo Lucarelli si affacciò alla fotografia intorno al 1984, lo fece aderendo ad una associazione dal nome che è tutto un programma: ALFA (Associazione Livornese Fotoamatori) e non mise tempo in mezzo, iniziò subito con le varie sperimentazioni, tutte quelle che l’entusiasmo e la passione gli suggerivano e il colore imperava nei suoi orizzonti, come i paesaggi, ma sempre la presenza dell’umano era una cosa assai ricercata e voluta per imprimere un senso all’immagine cercata. Ci sono più strade per imprimere il senso delle immagini, come le tecniche per poterle realizzare e, negli anni subito dopo il suo inizio, iniziò l’era dei computer con cui dare nuovi impulsi conferendo alle immagini sensazioni nuove e il nostro artista non se ne lasciò sfuggire l’occasione e cominciò il filone della creatività. Poi si sa, le attitudini personali obbligano a ricerche più approfondite, ben presto la sua fotografia fu vera comunicazione, fine ultimo dell’arte della fotografia fino a spingersi in reportage e portfoli fotografici di spessore. Anche se dotato di grandissima modestia, è stato invitato a mostrarsi in pregevoli manifestazioni e gallerie d’arte, anche lui ha fatto il percorso obbligato della partecipazione a concorsi in cui si è sempre distinto in campo nazionale e internazionale. Ben presto si affiliò alla Fiaf, la federazione delle associazioni fotografiche italiane, la più importante in senso assoluto, in seno a questa istituzione si è sempre adoperato per promuovere il vero senso dell’amatorialità e dell’associazionismo fino a conseguire una onorificenza importante quale Benemerito Della Fotografia Italiana, titolo che è riservato a quanti si adoperano fattivamente e con zelo alla promozione dell’arte fotografica, sia artisticamente e come promozione, nonché per la organizzazione necessaria per la crescita del Popolo della Fotografia. Questo è senza dubbio un gran riconoscimento, ma altre onorificenze popolano il suo curriculum, quelle conquistate nel campo artistico ed hanno acronimi diversi: AFI (Artista fotografo italiano); Exposant honorable d’images sans frontière; Artiste della federération internazionale de l’art photografique, ma anche Eccellence della stessa istituzione internazionale; infine Encomiabile della fotografia italiana. Questi elencati sono importanti riconoscimenti, ma il suo palmares sarebbe ancor più popolato se il suo impegno non si fosse diretto, con tanto impegno, anche alla buona guida dei circoli di fotografia e della federazione stessa, infatti nel 2007 fu un cofondatore del Fotoclub Nove di Livorno il cui nome si è fatto conoscere negli anni per meriti particolari. Per sei anni ha ricoperto l’onerosa carica di Delegato provinciale per Livorno della Fiaf, ma per ben dieci ha ricoperto quello di Delegato regionale per la Toscana, regione di capitale importanza nell’amatorialità fotografica. Innumerevoli sono le manifestazioni realizzate con il suo stimolo in varie zone del territorio, come innumerevoli sono i campi in cui si sono prodotte sue iniziative; questo potrebbe sembrare un buon operato e lo è in effetti, ma il suo fiore all’occhiello è l’ideazione, la realizzazione, la gestione di una grande mostra intitolata Toscanità. Questa singolare, ciclopica realizzazione ha visto realizzarsi per ben quattro edizioni, con cadenza biennale, una mostra di trecetosessanta fotografie eseguite, a seconda dei temi scelti, dalla coralità dei circoli delle province della Regione Toscana, un lavoro imponente ed estremamente importante per la proposta di lavorare coralmente confrontando idee, opinioni, stili, di una fotografia in evoluzione per poter lasciare il segno di chi siamo stati in un determinato periodo storico: il nostro. Le quattro mostre sono state proposte in ogni provincia con echi di approvazione mai ottenuti prima per l’ambiente fotoamatoriale, non solo toscano, ma nazionale. Quando le qualità personali sono eccellenti chi governa le istituzioni sa benissimo a chi affidare incarichi di prestigio e responsabilità, in seno alla precitata Federazione, Lucarelli riveste attualmente l’incarico di Vice Direttore Dipartimento Interni della Fiaf (zona area centro).
Le qualità e i meriti di questo personaggio facevano quasi dimenticare di parlare dell’appuntamento al vernissage del sei Aprile, sì, converremo alla Galleria Extra per godere delle opere fotografiche di questo particolare artista fotografo nello sviluppo di un’arte portata avanti e sperimentata negli anni e ne vedremo di interessanti espressioni, elaborazioni, naturalità, segni, simboli, colori, e su tutto irrompe il manifestarsi di un sentimento, il suo personale, la sua fotografia risente fortemente della personalità di chi le esegue, allora è la semplicità e la non banalità che in connubio ci verranno incontro nella nostra indagine a carpire i significati dati alle opere in mostra».

Appuntamento a sabato 6 aprile alle ore 17,30, dunque, per un vernissage particolare, all’ Extra Factory in via della Pina d’Oro, 2 (ingresso da piazza della Repubblica), Livorno.
La mostra sarà visitabile gratuitamente da sabato 6 a sabato 15 aprile 2024, con orario 10-12 e 17-20 (martedì e domenica giorni di chiusura)

 

INVITO PER ARTISTI

 

Paragrafo 1 – L’INVITO ALL’ARTE

L’Associazione Culturale Extra Factory (di seguito Organizzazione) ha il piacere di invitare artiste e artisti per trasporre in arte figurativa i canti trattati durante il percorso dei 12 incontri a cura di Maristella Diotaiuti (Le Cicale Operose) «VIAGGIO NELLA COMMEDIA DI DANTE» programmato da marzo a maggio 2024 proprio presso i locali di Extra.

L’invito vuole dare la possibilità ai talenti di oggi, di trarre spunto dal patrimonio inesauribile di questo classico per esprimere la propria creatività, approfondendo la Commedia grazie alla conoscenza di Maristella Diotaiuti, traendo suggestioni , visioni, ispirazioni dalla lettura e dall’esegesi dei Canti trattati, instaurando un intreccio tra Arte figurativa e Letteratura.

Paragrafo 2 – PRESENTAZIONE DELLE OPERE

Nello specifico si richiede agli artisti di rappresentare uno o più canti a scelta tra i nove presentanti durante gli incontri con Maristella Diotaiuti. Incontri vivamente consigliati che saranno gratuiti ovvero compresi nella quota di iscrizione della candidatura.

I canti trattati nel «Viaggio» al momento sono:

 

L’invito è aperto a tutte le artiste e a tutti gli artisti, di ogni nazionalità e senza limiti d’età, che si saranno iscritti/e entro DOMENICA 5 maggio 2024 tramite il modulo online apposito sul sito ufficiale extrafactory.it
Ogni artista può partecipare presentando fino a 3 opere dei nove canti presentanti durante gli incontri. Ciascuna delle opere deve essere di dimensioni 42x42cm, spessore max del supporto 0,5cm e margine di sicurezza dai bordi laterali di 2cm (le opere selezionate saranno esposte su cornici con foro passe-partout 40x40cm)

Sono ammesse sia opere tradizionali e che digitali di grafica, incisione, illustrazione, collage, pittura (olio, acrilico, acquerello ecc.) e fotografia. I files con le immagini delle opere dovranno essere inviati tramite l’uploader sul sito extrafactory.it oppure via e-mail o ancora tramite wetransfer all’indirizzo mail info@extrafactory.it con oggetto:
“Canditatura Viaggio nella Commedia” entro e non oltre venerdì 31 maggio 2024.

I files dovranno avere le seguenti caratteristiche:

  1. essere nominati CognomeNome.jpg
  2. avere dimensione 3000x3000px a 72pixel/pollice
  3. avere formato .JPG con spazio colore SRGB il cui peso non dovrà superare i 5 MB.

I file delle immagini che non rispetteranno le indicazioni del presente articolo non verranno prese in considerazione.

Paragrafo 3 – GIURIA, SELEZIONE DELLE OPERE, VOTAZIONE DELLE OPERE

La selezione delle 18 opere che saranno esposte nella galleria Extra sarà effettuata da una giuria artistica e comunicata entro lunedì 3 giugno.

Agli artisti selezionati sarà richiesto l’invio fisico delle opere (entro giovedì 6 giugno) per l’allestimento della Mostra che inaugurerà giovedì 13 giugno e sarà visitabile sino a domenica 16 giugno.
Le spese di trasporto per l’invio e il ritorno delle opere selezionate sono a carico dei partecipanti.

(spedire a EXTRA FACTORY – Via della Pina d’Oro, 2 57122 LIVORNO entro e non oltre giovedì 6 giugno 2024)

Tutte le opere partecipanti saranno pubblicate e visibili all’interno del sito ufficiale extrafactory.it 

Tra le 18 opere selezionate il pubblico potrà esprimere la propria preferenza durante i giorni di mostra. L’opera che avrà il numero maggiore di preferenze sarà la copertina del catalogo digitale redatto a cura di Extra con le 18 opere selezionate. L’Organizzazione si riserva la scelta di procedere alla stampa di un catalogo cartaceo. Le opere rimarranno comunque di proprietà degli artisti e delle artiste. Le decisioni della giuria artistica sono inappellabili e insindacabili.

Paragrafo 4 – TERMINI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE

L’iscrizione si ritiene completata con la compilazione della scheda di partecipazione online sul sito extrafactory.it o fisicamente presso la galleria EXTRA Factory e il versamento della quota di iscrizione in concomitanza dell’iscrizione e comunque entro e non oltre mercoledì 20 marzo 2024 presso la galleria EXTRA Factory (via della Pina d’Oro 2 – Livorno) o tramite PayPal / carta di credito o bonifico bancario.

» QUOTA SOCI EXTRA FACTORY. La quota, a parziale copertura delle spese organizzative è fissata in Euro 15 (quindici) da versare secondo le seguenti modalità:
• online tramite PayPal o carta di credito all’indirizzo direzione@extrafactory.it ;

• contanti direttamente presso la sede dell’Associazione Culturale Extra Factory (via della Pina d’Oro, 2 Livorno) negli orari di apertura della galleria.

» QUOTA NUOVI SOCI EXTRA FACTORY. La quota, a parziale copertura delle spese organizzative e comprensiva della tessera dell’Associazione (vale 365gg) è fissata in Euro 30 (trenta) da versare secondo le seguenti modalità:
• online tramite PayPal o carta di credito all’indirizzo direzione@extrafactory.it;

• contanti direttamente presso la sede dell’Associazione Culturale Extra Factory (via della Pina d’Oro, 2 Livorno) negli orari di apertura della galleria.

• bonifico bancario al conto corrente intestato a Extra Factory IBAN IT23S0846113903000010998673    BIC CCRTIT2TCAS con causale: nome-cognome Call Viaggio nella Commedia.

La quota della candidatura non è rimborsabile e dà diritto a partecipare ai dodici incontri a cura di Maristella Diotaiuti (Le Cicale Operose) «VIAGGIO NELLA COMMEDIA DI DANTE» programmati da marzo a maggio 2024 proprio presso i locali di Extra.

Paragrafo 5 – COPERTINA DEL CATALOGO

L’opera copertina del catalogo  «VIAGGIO NELLA COMMEDIA» sarà scelta dal pubblico che visiterà la Mostra presso Extra Factory compilando l’apposito coupon nei giorni dal 13 al 16 giugno.

Paragrafo 6 – PROGRAMMA E DATE DEGLI INCONTRI

Il programma degli incontri «VIAGGIO NELLA COMMEDIA DI DANTE»:

  • Cenni biografici di Dante Alighieri, il contesto storico, l’apprendistato
  • Introduzione alla Commedia; la terzina dantesca
  • Esegesi di tre Canti significativi dell’Inferno (3 incontri)
  • Esegesi di tre Canti significativi del Purgatorio (3 incontri)
  • Esegesi di tre Canti significativi del Paradiso (3 incontri)
  • Letture dei Canti con intervento musicale

Gli appuntamenti sono previsti per le seguenti date: 13-20-27 marzo, 3-10-17-24 aprile, 2*-8-15-23*-29 maggio (*giovedì per cadenza dei festivi mercoledì 1° e 22 maggio)

Maristella Diotaiuti: Note biografiche.

Di formazione universitaria (Università Federico II di Napoli, Lettere Moderne), ha approfondito lo studio della Commedia con il prof. Vittorio Russo, docente di Filologia dantesca alla Federico II di Napoli. E’ stata curatrice e promotrice degli eventi culturali del caffè letterario Le Cicale Operose, Livorno. E’ presidente dell’Ass. culturale Le Cicale Operose APS, per la quale cura cicli, rassegne, presentazioni poetiche e letterarie. Si occupa di letteratura femminile, di poesia e di ricerca di autrici dimenticate. E’ autrice e curatrice del volume “Beatrice Hastings, in full revolt”, Diotaiuti, Tortora, Le Cicale Operose, Livorno, 2020, Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne”, Roma, 2022. E’ autrice della raccolta di poesie “. come cosa viva”, Terra d’ulivi Edizioni, Lecce, 2021. I suoi testi poetici e sue recensioni sono apparsi in riviste letterarie, blog e magazine on-line. Ha ricevuto menzione di merito per poesie singole Premio Bologna in Lettere, 2022 e Premio della giuria Ossi di Seppia per la poesia singola, 2023. E’ curatrice del volume “Woman’s Worst Enemy: Woman”, di Beatrice Hastings, Astarte edizioni, Pisa, 2022, Premio Microeditoria Marchio di Qualità, 2023, Brescia. E’ curatrice del volume “Sepolcri Imbiancati”, di Beatrice Hastings, Terra d’ulivi Edizioni, 2024.

 

RIEPILOGO SCADENZE

  • scadenza candidature » mercoledì 20 marzo 2024
  • scadenza invio foto delle opere » venerdì 31 maggio 2024
  • comunicazione delle opere selezionate » lunedì 3 giugno 2024
  • invio fisico delle opere selezionate » entro giovedì 6 giugno 2024
  • inaugurazione mostra opere selezionate » giovedì 13 giugno 2024

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Totem, la mostra di Libicocco

 

9 – 24 febbraio 2024

«TOTEM ritorno alla nostra essenza primitiva, pagana, legata alla natura» è il titolo della nuova mostra dell’artista Libicocco composta da tre serie di lavori esposti per la prima volta.
Un primo gruppo, che dà il titolo alla mostra, è formato da opere raffiguranti persone appartenenti a un’indefinita e strana tribù pagana, un progetto in cui la pittura e l’illustrazione si mescolano, dove i personaggi vivono in un rapporto simbiotico con la natura a cui appartengono.
Un secondo gruppo vede opere più piccole, con gli stessi soggetti ma più raccolti e silenziosi. Queste opere sono realizzate su carta Enrico Magnani Pescia, realizzata completamente a mano presso il Museo della Carta.
La terza serie infine è quella delle «dame velate», un gruppo di figure in cui l’artista gioca sugli spazi negativi, sul bianco della carta che diventa il bianco di veli che adornano le dame, altere e meravigliose.
Tutte le opere sono realizzate ad acquerello, sia classico che giapponese.
L’inaugurazione della Mostra alla presenza dell’artista è fissata per venerdì 9 febbraio alle ore 18 in quel di Livorno presso Extra Factory (via della Pina d’oro, 2 – ingresso da piazza della Repubblica).
«Totem» è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30 (martedì e domenica esclusi) fino a sabato 24 febbraio.

LIBICOCCO, alias di Gian Luca Palazzolo, nasce a Livorno nel 1985, dopo studi e lavori eterogenei, decide di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: l’arte, perfezionandosi nell’acquerello, ma sconfinando anche in altre tecniche. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero. Recentemente si è trasferito in una casa circondata da boschi e torrenti, dove immagina e crea personaggi caratterizzati da un ritorno ad una cultura nomade e pagana, in una stretta connessione simbiotica e primitiva con la natura a cui appartengono e di cui fanno parte. Perché la natura? L’amore e l’attaccamento alla natura, ai boschi, agli alberi, nascono fin dalla più tenera età, con le prime vacanze in montagna, le passeggiate nel verde, le storie e le case delle streghe, percependo un collegamento e una simbiosi che si sono rafforzati con il tempo in una forma sempre più concreta e artistica.
Il desiderio è quello di rendere visibile il modo in cui noi esseri umani, che da sempre ci siamo posti al di sopra o al di fuori della natura, siamo parte del tutto e come ogni nostro gesto influisca non solo in una natura che alla fine ci è estranea, ma arrivi a toccare anche noi stessi, in una continua interconnessione e in un continuo scambio.

 

 

 

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